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E-commerce: l’unico settore anti-crisi

28 Ott 2013, Posted by Agenzia Digitale Atman in E-commerce

L’e-commerce è il settore in maggiore crescita, l’unico con un aumento a doppia cifra, con un bel +14% nel 2013, anno in cui gli acquisti online hanno sfiorato un valore di 10 miliardi di euro: ciò significa una fetta di mercato del 3% rispetto al totale delle vendite di beni e servizi.

Infatti secondo la ricerca dell’Osservatorio Smau della School of management del Politecnico di Milano su “Mercati Digitali Consumer e Nuova Internet”, l’e-commerce è cresciuto nonostante la crisi dei consumi, che vede calare le vendite totali 2012 dell’1,5%. Da un’indagine realizzata da Google e commissionata a Doxa emerge, poi, come le aziende più attive sul web esportino di più: il 39% del fatturato export delle medie imprese digitalmente avanzate deriva dall’e-commerce, che risulta essere un toccasana facendo, in un certo senso, export low cost: al crescere del livello di maturità digitale cresce anche la percentuale di aziende che esportano, passando dal 55% delle non digitali al 67% delle imprese avanzate da un punto di vista digitale nelle statistiche più aggiornate. Non solo, maturità digitale ed export hanno un impatto diretto anche sul fatturato, dato che le imprese digitalmente avanzate dichiarano in media che il 24% del fatturato derivante dall’export è realizzato proprio attraverso il canale digitale, ed il trend di questo fenomeno trova un’ulteriore conferma allargando il campo dell’indagine alle imprese di medie dimensioni.

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Quasi la totalità del B2C (9,6 miliardi di euro) riguardante l’e-commerce su pc  tablet è rappresentato da acquisti di prodotti e servizi non digitali, a partire dai coupon da utilizzare poi fisicamente, che da soli registrano un +22%. In generale, i servizi rappresentano i due terzi del mercato, ed il segmento trainante è il turismo, che da solo vale il 50%, seguito dall’abbigliamento, al 30%.

Se osserviamo il Mobile, inteso come acquisto di telefonini e smartphone, notiamo che, anche se il valore assoluto è ancora limitato (330 milioni di euro), la crescita resta alta (di due volte e mezzo sul 2012). I prodotti più richiesti? Biglietti aerei e del treno e vendite a tempo (ossia offerte di brand noti che durano solo qualche giorno), mentre il cosiddetto t-commerce (da Internet TV) di fatto non è ancora partito.

Dato importante da considerare è il fatto che la pubblicità sul digitale vale 2 miliardi di euro, che con una crescita del 7% sul 2012 rappresenta il 12% dell’e-commerce totale, confermando, anche da questo punto di vista, il digitale come unico segmento in crescita. In particolare, la pubblicità su PC e tablet vale 1,3 miliardi (+4%), trainata da video e social advertising, mentre su Mobile il giro d’affari è ancora modesto anche se in rapida crescita: oltre a ciò, il 30% dell’e-commerce (che significa 5,1 miliardi di fatturato) riguarda la spesa del consumatore per contenuti e servizi digitali a pagamento (del valore complessivo di 1,2 miliardi). Non è un caso che un terzo delle famose start up digitali, che negli ultimi due anni hanno ricevuto finanziamenti investitori istituzionali, opera nell’ambito mobile, in cui i contenuti crescono di oltre il 20%, soprattutto grazie alle App ed ai contenuti acquistati navigando da smartphone.

Di fronte a tutti questi dati si può proclamare la vincita del digitale sulla crisi dei consumi: internet e l’e-commerce rappresentano una leva insostituibile per la crescita e per l’incontro della domanda internazionale con le eccellenze del nostro Paese. Chi si lancia sul mercato non può non tuffarsi anche sul Web, ovviamente  ponendo grande attenzione a definizione degli obiettivi, allocazione delle risorse, gestione della reputazione e selezione dei partner. Non occorre, però, pretendere risultati istantanei: in un contesto ampio, diversificato, ed in veloce cambiamento come quello del commercio elettronico e del web marketing, si potrebbe adottare lo spirito di sfida del viticoltore, il quale, quando pianta una nuova vite, sa che dovrà attendere tempo per avere i frutti, ed accetta ogni anno di recidere il tralcio che l’ha ripagato dei suoi sforzi per affidarsi ad un altro da continuare a curare e far crescere.

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